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Ansia in adolescenza: cosa fare

L’adolescenza è un età di cambiamenti: il corpo cambia, le emozioni si fanno più intense, la relazione con i genitori evolvono e arrivano i primi turbamenti sessuali.

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L’ansia in adolescenza rappresenta spesso un campanello di allarme! Il ragazzo ha difficoltà ad adattarsi a questi cambiamenti e nell’acquisizione delle nuove competenze personali e relazionali.

 

In adolescenza la tendenza a strutturare una credenza rigida alla base della paura del giudizio, del rifiuto, dell’ansia da prestazione, dell’ansia sociale può innescare la costruzione di un sistema di credenze e di reazioni che possono compromettere lo sviluppo della sicurezza personale e di competenze specifiche.

Quali sono le più comuni tipologie di ansia in adolescenza?

  • Ansia sociale: l’ansia sociale  è spesso legata alla paura del giudizio negativo o del rifiuto altrui. Alla base di queste emozioni l’adolescente reagisce di fronte la paura evitando le situazioni sociali, le iniziative personali, le situazioni in  cui è al centro dell’attenzione altrui  e quando affronta ha un comportamento molto timido ed insicuro.  Alla base di tali reazioni il ragazzo sottende una insicurezza di fondo che in virtù dell’evitamento relazionale si conferma di volta in volta. Il circolo vizioso dell’evito perchè ho paura e più evito e più mi confermo che non sono capace si irrigidisce sempre di più.   

 

  • Ansia generalizzata: L’adolescente è in ansia costante. Si pre-occupa  e rimugina eccessivamente, ha sensazioni di ansia costanti legate al suo futuro, alla sua giornata o alla sua identità. Possono esserci dei picchi di ansia correlati a situazioni particolari o attivati da pensieri specifici.

 

  • Paura di morire, di perdere il controllo e attacchi di panico: gli attacchi di panico in adolescenza non sono rari e sono spesso legati o alla paura di morire o a quella di perdere in qualche modo il controllo e fare figuracce.

 

  • Ossessioni e paure specifiche: In adolescenza possono fare la loro comparsa ossessioni e paure specifiche (sulla morte, sulla malattia, sull’aspetto fisico, sulla sessualità). Il ragazzo può reagire mettendo in atto degli evitamenti, delle compulsioni o  rimuginazioni costanti. Quando questi comportamenti relativi a paure specifiche diventano eccessivi è infatti necessario rivolgersi ad uno specialista per evitare la costruzione di disturbi più complessi.

Cosa fare di fronte manifestazioni d’ansia in adolescenza?

L’ansia è spesso relazionata con la paura e di fronte la paura le spiegazioni razionali non solo non aiutano ma spesso aumentano la frustrazione nel ragazzo. la tendenza dunque, spontanea e naturale del genitore a spingere il ragazzo ad attivare comportamenti diversi e a non provare paura e ansia sono spesso tentativi vani!!

Le frasi come “non devi avere paura”, “smettila di essere timido”, ” non ci devi pensare”, “cerca di stare tranquillo” sono non solo poco utili ma spesso ottengono l’effetto contrario.

Quando l’ansia del ragazzo sottende un senso di incapacità ed evitamento, poco fiducia nelle sue risorse, quando i emergono attacchi di panico, ossessioni, compulsioni è il caso di rivolgersi ad un professionista.

La terapia breve strategica è una terapia efficace per il trattamento in tempi brevi delle ansie e dei disturbi in adolescenza.

5 / 5 stars     

Breve bio Dott.ssa Claudia Riccardi

10 commenti

  1. laura cavarretta

    mio figlio dodicenne ha sentito parlare di gente che muore per brutte malattie e ora ha paura che vengono anche a lui.comportamento,va a scuola e ci fa chiamare dicendo che ha il mal di testa,pancia o che non riesce ad respirare.cosa devo fare.

    • Cara laura bisognerebbe valutare un pò di cose da quanto tempo? questi stati di ansia si manifestano anche a casa? Cosa fa per fronteggiare la paura? cosa state facendo voi per aiutarlo a superare questa paura?

  2. Chi pratica la Psicoterapia Breve Strategica (per adolescenti) in zona Pesaro/Rimini? Grazie

  3. Ho un figlio quasi tredicenne è da circa una settimana che ha paura di morire e attacchi di panico( la notte nn si addormenta e ha difficoltà ha respirare) volevo chiedere come devo comportarmi e se eventualmente bisogno di una terapia da seguire

  4. Ho un figlio quasi 15enne che da tre anni ha problemi di ansia credo. Il primo anno si è manifestata con diarrea e mal di pancia continui poi gli altri due con vomito al risveglio almeno una volta a settimana e solo nel periodo scolastico. Non vuole andare dallo psicologo e rifiuta ogni nostro tentativo di parlare e capire cosa possa scatenare questo problema. Con i suoi amici è molto aperto ma risponde a noi familiari sempre male e sta sempre sulla difensiva qualsiasi cosa gli si dica. Reagisce male tipo appena gli si dice qualcosa da le botte a qualsiasi cosa si trova in mano e a portata di mano e di piedi. Come aiutarlo e risolvere il suo atteggiamento arrogante?

  5. Sono una ragazza di quasi 16 anni.
    In questi giorni ho molta ansia per quanto riguarda i ragazzi,mentre le mie amiche quando ne vedono uno molto bello se ne infatuano subito a me non interessa poi così tanto e spesso penso di avere qualche problema e che non riuscirò mai ad essere felice.
    Aiuto.
    Poi io appena penso ad una cosa mi fisso subito.
    Per esempio penso di avere mal di testa e subito me lo faccio venire.
    Ho paura possa succedere anche in questo caso.

  6. Ho una figlia di quaai 12 anni. Nei primi 3 anni io e suo padre siamo entrati in crisi e lui si allontanato del tutto mancando anche gli appuntamenti concordati di volta in volta. È stata malissimo era aggressiva ma con l’aiuto di uno psicologo( dove andavo io non avendo autorizzazione del padre) sono riuscita a farla stare più serena e ha accettato che iniziassi a lavorare. Poi dopo 4 anni le cose col padre si sono sistemate e con molta calma siamo tornati insieme. Da quando aveva 3 anni spesso la sera capitava che guardando la TV avesse respiri faticosi e diceva che le mancava l’aria. Ora dopo tanto tempo dopo che sono due o tre anni che da voti in abbassamento dal 9 /10 siamo passati in alcuni casi a 6 ma non per problemi di apprendimento ma di svogliatezza di passare del tempo a studiare, lo dice anche lei. Ora siamo all’inizio del nuovo anno e visto che per farla impegnare le abbiamo detto che se continuerà a non studiare non potrà fare un’attività pomeridiana che lei ama, io credo ci sia una correlazione. Ha iniziato a avere difficoltà ad addormentarsi e respiri faticosi tipici dello stato d’ansia. Come possiamo aiutarla non vuole uno psicologo. Aggiungo che lei è diventata insicura e si sminuisce spesso. Grazie mille

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