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La paura di parlare nei bambini: mutismo selettivo

1)    Come funziona il disturbo?
2)    Quali sono le strategie disfunzionali?
3)    I genitori da complici ad agenti del cambiamento
1)   Si può parlare di Mutismo selettivo quando il bambino non parla  in determinate situazioni. Questa paura, secondo il DSM, spesso si presenta correlata con altre difficoltà come ad esempio paura di andare a scuola, comportamenti oppositivi, eccessiva timidezza e ritiro sociale.
2)   Come nel caso di paure, panico e fobie , anche qui la difficoltà viene mantenuta, indipendentemente dalla causa scatenante, da quelle che sono le soluzioni adottate dal bambino e dai componenti della sua rete sociale. Così come il cercare di controllare le proprie reazioni spontanee conduce al panico e alla paura, anche il cercare di ottenere con l’insistenza qualcosa che dovrebbe essere spontaneo conduce la persona a  bloccarsi.
In pratica cercare di insistere affinché il bambino parli non fa altro che bloccarlo ancora di più. Non solo ma quest’eccessiva attenzione per il bambino lo porta ad avere una certa dose di vantaggi secondari e iperprotezione che rendono ancora più complicata la possibilità di uscire dal disagio stesso.
Ciò che il bambino inconsciamente e a suo discapito apprende è “meno parlo più si interessano a me”.
Se dunque sia i genitori, i parenti, le insegnanti e i coetanei mantengono tali modalità comunicative e relazionali, anch’essi, inconsciamente, non stanno facendo altro che alimentare il disturbo.
3)    Cosa fare allora?

Portare il bambino dallo psicologo, dal neurologo, curarlo con farmaci o continuare a spronarlo a parlare sperando che prima o poi funzioni in breve tempo anzi, il più delle volte, peggiora la situazione!

Ciò che invece crediamo sia la leva fondamentale del cambiamento sia quello di rendere i genitori e gli insegnanti dei coterapeuti che lavoreranno congiuntamente, secondo le istruzioni del professionista, nel mettere in pratica nuove strategie. Nuove strategie che vanno non solo a bloccare le modalità che mantengono il disturbo ma che costituiscano la leva dello sblocco e del  cambiamento.

Bibliografia
Andrea Fiorenza: Bambini e Ragazzi Difficili. Figli che crescono: soluzioni a problemi che emergono. Terapia in tempi brevi

Breve bio Dott.ssa Claudia Riccardi

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